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Don Massimo Serio : “L'uomo è diventato un Prometeo scatenato”

 Referendum sulle “trivelle” ed Enciclica “Laudato si’”, questi i temi caratterizzanti l'appuntamento tenutosi, il 15 aprile, presso la Parrocchia S. Paolo Apostolo in Barletta. Luigi Lanotte, delegato regionale per la Puglia dell'Azione Cattolica ha moderato l'incontro che ha visto la partecipazione dell'Avv. Claudia Dipasquale, già Vice Presidente diocesano “Azione Cattolica Adulti”, e di don Massimo Serio, vice parroco della Parrocchia S. Paolo Apostolo nonché Assistente diocesano “Azione Cattolica Ragazzi” (ACR).

“Vivere il Creato con responsabilità. E' proprio questo l'invito che Papa Francesco fa a ciascuno di noi con l’ Enciclica Laudato si’”.

Esordisce così don Massimo Serio, soffermandosi all’inizio sugli eventuali errori di interpretazione ai quali l’ Enciclica potrebbe prestarsi mediante una lettura ideologica.

“E' scontato ma necessario ricordare come questa non è stata scritta pensando al referendum italiano”

ha chiosato don Massimo, sottolineando quanto la “Laudato si’” pur trattando la tematica ecologica, abbraccia tutta una serie di realtà che ad essa si connettono. Ed infatti, prendendo spunto da alcuni punti del documento (in particolare tratti dal sesto capitolo), ha voluto rafforzare il progetto che l’enciclica sottende: un'educazione forte e convinta all’ambiente ed alla cultura ecologica, che non si presenti solo nei momenti di pericolo per il nostro ecosistema.

“Si pensi all'Enciclica come la meta e confluenza di tre grandi strade: una laica, una ecclesiale ed una propria del contesto vitale nel quale Bergoglio ha vissuto''.

A proposito di quella laica, don Massimo Serio ha ricordato uno studio molto interessante commissionato dal Governo britannico a Nicholas Stern , in cui si avverte un aumento spropositato delle temperature medie stagionali.

Stiamo regredendo dall'Homo Sapiens all'Homo Faber. Anzi l’Homo Faber ha dimenticato di essere anche Sapiens. Così da diventare un Prometeo scatenato”.

Parole forti quelle del sacerdote che a tal proposito cita Hans Jonas e il suo “Principio responsabilità”. Non ha mancato di collegare questa enciclica con tutta la Dottrina sociale della Chiesa ed in particolare ha citato Benedetto XVI nella misura in cui il Pontefice emerito, nel 2010, definì“profughi ambientali” tutte le vittime dei disastri naturali.

“E' un' Enciclica “rossa”, non “verde” perché “gronda sangue”. Il nostro e quello del nostro ecosistema”  

ha poi concluso don Massimo.

“Dal 1986, quando è stato istituito il Ministero dell'Ambiente in Italia– a seguito dei fatti di Chernobyl' - l'inquinamento è da considerarsi reato ambientale”.

Di natura giuridica e tecnica dunque l'intervento di Claudia Dipasquale che ha subito voluto spiegare il concetto giuridico di ambiente, inteso come bene da tutelare e come diritto di ognuno a vivere in un habitat che non debba nuocere alla salute. Punto nodale del suo discorso, il referendum del prossimo 17 aprile e quanto lo stesso possa effettivamente influire sull'economia e sull'ambiente del Paese.

“Il referendum è il potere del popolo di far sentire la propria voce, come sancito dalla Costituzione”,

da non sottovalutare quindi l'importanza di questo momento storico che l'Italia si appresta a vivere e di cui tutta la popolazione sarà partecipe. La Dipasquale ha poi proseguito nel suo intervento chiarendo che, in caso di vittoria del “sì” le piattaforme attualmente in funzione a meno di 12 miglia nautiche dalla costa, dovranno cessare ogni attività, solamente al momento della scadenza della concessione del giacimento. Se al contrario, dovesse prevalere il “no”, le industrie petrolifere potranno chiedere una proroga della concessione fino all'esaurimento del giacimento stesso.

Si passerebbe da uno stato di concessione, ad un di cessione definitiva di una risorsa naturale”.

A conclusione del dibattito, l'avvocato ha nuovamente evidenziato la responsabilità di ognuno nei confronti dell'ecosistema e del referendum.

“Non tiriamoci indietro, serviamoci del referendum per salvaguardare il nostro ambiente”.

 

Non c'è più tempo per dibattere, bisogna intervenire a salvaguardia della natura che ci circonda, perché essa ci è stata solo affidata, non ceduta.

 

Ruggiero Ricatti